Bordighera, un mare e tre nazioni

Per essere uno completamente innamorato della montagna, non sono insensibile al fascino delle zone marittime che hanno altre cose da offrire oltre ad una bella spiaggia e un mare azzurro, e la Liguria rientra di certo in questa categoria.

Indipendentemente dalla riviera scelta (ponente o levante) si hanno un sacco di paesi incastrati tra il mare e i monti, che si arrampicano nelle insenature modellate dal vento per guadagnare spazi, a volte poche manciate di metri, su cui appoggiare case colorate e inventarsi angoli per gli orti e le coltivazioni.

Inizio a parlare in questo blog di questa terra presa tra l’acqua e la roccia partendo da Bordighera, conosciuta da piccolo e riscoperta in anni recenti.

Bordighera si trova nella “riviera dei fiori”, a metà strada tra Sanremo e il confine con la Francia; non sa di frontiera ma la fine dell’Italia è vicina, e l’autostrada che passa sopra il paese (in tutta la Liguria, a dire il vero, l’autostrada la si vede dal mare molto in alto rispetto ai paesi, perché negli spazi stretti della Liguria non c’è molto posto per la velocità, e va confinata altrove) ammicca con sogni di Provenza e Costa Azzurra.

Più che in autostrada, ritengo che sia meglio arrivare in questi posti in treno, avendo tempo, durante il viaggio in cui la città piano piano diventa un ricordo, ad adattarsi ai profumi e ai ritmi della regione.

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Si saluta il treno che prosegue la sua corsa verso Ventimiglia e il confine, e ci si immerge nell’atmosfera della cittadina; strade lunghe e dritte, a cui si intersecano altre vie, che allontanandosi un po’ dalla costa portano a scoprire le numerose ville che impreziosiscono la città, dando (grazie anche a palazzi di uguale bellezza) un tocco anglosassone e ottocentesco ai vari angoli della città.

Gli inglesi erano numerosi a Bordighera, e altrettanto numerosi erano le personalità di spicco, gli artisti (uno fra tutti: Monet) e anche i nobili; a seconda di dove ci si trova affiorano ancora reminiscenze di questi personaggi illustri, e passeggiare per le vie più tranquille del centro consente di assaporare vite, sensazioni e atmosfere passate.

Bordighera è, comunque, prima di tutto un posto di mare, e al mare bisogna tornare. La città è più lunga che larga, e pertanto anche il suo lungomare si snoda per un bel tratto davanti ad acque la cui bellezza è testimoniata dalla Bandiera Blu; per la spiaggia invece, come spesso in Liguria, bisogna accontentarsi dei sassi, la sabbia fine si trova altrove :)

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Sul lungomare, ampio abbastanza per accogliere la folla dei mesi estivi, si trovano bar, spazi verdi per i bambini e qualche hotel; da Maggio a Settembre è qui che, di giorno o di sera, si sviluppa la vita bordigotta, in acqua finché il sole è alto e poi, di sera, con un gelato, una cena con vista mare o un semplice andirivieni.

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Chi poi, arrivato in cima agli scogli che chiudono il lungomare, non si accontenta di tornare indietro ma vuole continuare ad esplorare la città, verrà ricompensato dalla comparsa di un angolo delizioso, con la bella chiesetta di Sant’Ampelio da cui la vista si apre su Ospedaletti; la chiesa stessa è a fianco di numerosi scogli che sia i pescatori che i turisti non si fanno scappare, i primi in cima ad un ponte con le loro canne e i secondi dietro la chiesa dove scogli più piatti offrono più possibilità per sdraiarsi.

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Lasciata la chiesetta si può raggiungere poi la strada, e la statua della Regina Margherita (che aveva una villa personale in città, ora un museo) accoglie l’ingresso ai giardini. Bordighera è anche la città delle palme, e questa oasi verde offre un piacevole cambio di panorama e di ambientazione, grazie al suo tocco esotico. Spesso “al mare” c’è, beh, solo il mare, in Liguria invece c’è così tanto da vedere nell’immediato entroterra o in giro per i paesi, e Bordighera non fa certo eccezione.

Non solo piante e panchine, in questo giardino si trova anche un punto panoramico fortificato, che ospita ancora una torretta e tre cannoni ovviamente scarichi; all’epoca chissà quanti soldati hanno scrutato il mare per avvistare i nemici, oggi seduti a cavalcioni del cannone si può godere della vista del promontorio di Ospedaletti, o del mare che si apre davanti alla terrazzina (senza dimenticare la chiesa di Sant’Ampelio che incombe proprio sotto!).

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Quando, sempre mossi da uno spirito esplorativo che non fa accontentare di quello che si è già visto, ma fa venir voglia di continuare il giro, si lasciano i giardini ci si trova in uno spiazzo che conduce al borgo di Bordighera Alta. E qui mi fermo, perchè la città vecchia è così particolare e caratteristica che merita una storia a parte :) vale la pena però ricordare che da queste parti si trova Villa Garnier, uno splendido palazzo in stile liberty che, con le dovute proporzioni, è per Bordighera quello che il castello di Miramare è per Trieste: una perla bianca che impreziosisce il paesaggio, e che qui sulla riviera dei fiori regala antichi echi ottocenteschi e sogni di abitarci, anche solo per un giorno o una sera.

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E parlando della sera… ritorniamo un’ultima volta sul lungomare, perché è da qui che si può godere di uno spettacolo particolare che non ha a che fare né col mare, né con la città in quanto tale, ma con il panorama.

Bordighera infatti è in una posizione privilegiata per avere un punto di vista sulla Francia, la cui Menton è ben visibile, e come diretta conseguenza anche su Monaco; stando in Italia e guardando verso ovest (alla propria destra) si abbracciano con un singolo sguardo tre nazioni.

Di mattino, Menton e i grattacieli di Monaco accatastati l’uno sopra l’altro sonnecchiano placidi, rispecchiando la tranquillità in riva al mare dopo i divertimenti della notte; in giornate terse non c’è bisogno neanche di un cannocchiale o dello zoom della macchina fotografica per scorgere i profili delle due città, belli ma senza misteri.

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Il pomeriggio, il giro in cielo del sole sposta l’attenzione sull’altro versante, e della costa francese non c’è che il profilo: sagoma evanescente, Fata Morgana che sorge dalle acque e ammicca da lontano velata e nascosta dalla foschia marina, la costa oltre il confine è solo un vago ricordo che si perde nelle lunghe ore pomeridiane.

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Quando infine arriva la sera, il paesaggio si trasforma ancora… e la vista verso le terre straniere diventa magica. Monaco e Menton appaiono come due palazzi di luce emersi da qualche fiaba, e le stelle in cielo vengono offuscate dalle miriadi di luci che brillano sul mare e chiamano, invitano ed attirano chi sta al di qua della frontiera. Il buio e la lontananza rendono l’esperienza eterea e trasognante, e la notte viene rischiarata dalle luci francesi e monegasche in una zona unica su tutta la riviera di ponente.

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Chissà quanti diversi pensieri ha ispirato questa vista; momenti romantici, desideri di essere là tra quelle luci splendenti, nostalgia per chi ci è stato e magari ha conosciuto qualcuno al di là della frontiera e ora guarda simbolicamente in quella direzione per sentirsi più vicino a chi vicino non è… quelle distanti luci sono solo lo sfondo e l’ispirazione, la scena è tutta per chi si gode questo spettacolo nella maniera che la propria ispirazione consiglia.

E davanti al mare di sera chiudo questo mio racconto, pensando però al ritornello di una canzone degli Accept, Seawinds:

In the night the seawinds are calling
And the city is far, far away
Soon the sea turns to darkness
It is night, and the seawinds are calling

Ascoltare questa canzone di notte in riva al mare la fa apprezzare ancora di più, in quanto si vive decisamente il ritornello: al buio davanti alle onde, mentre i venti della sera spirano, la città da cui si viene è lontana e solo un ricordo, mentre la linea del mare si confonde con l’orizzonte e, scrutando l’oscurità, non si capisce dove finisce il mare e dove inizia il cielo. Si è lì vicino alla natura, a lasciare che i venti di mare facciano da ninna nanna, e in un momento intimo e raccolto si conclude la propria giornata… in attesa di quello che verrà il giorno dopo in questo posto dove si vede un mare bagnare tre nazioni :)

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2 pensieri su “Bordighera, un mare e tre nazioni

  1. bella la liguria ho soggiornato alcuni inverni a spotorno e bordighera, visitandoalcune amene cittadine e borghi incantevoli

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