I borghi dell’entroterra ligure

La Liguria è terra di borghi e piccoli agglomerati urbani, da una riviera all’altra. Ci vorrebbe un blog a parte solo per coprirli tutti, e anche a scegliere una provincia sola le opzioni sono tantissime. Io andrò a ricordarne giusto qualcuno, tra quelli che si trovano in provincia di Imperia a pochi passi sia dal confine, che dalla costa. Vicino al mare, ma nell’entroterra, vicini alla Francia, ma ancora in Italia… tanti paesini sospesi tra più realtà, dei piccoli mondi a parte costituiti da tante fitte casette che ne delimitano in maniera netta i confini.

APRICALE

Giungendo dalla strada statale, Apricale spunta improvvisamente sul panorama come se fosse appoggiato sul monte su cui sorge, tutto avvolto su se stesso e coronato dalla punta del campanile. Meritatamente famoso come uno dei borghi più belli d’Italia, dopo che si raggiunge questo gruppo compatto di case si scoprono le sue stradine a chiocciola, che salendo via via verso la piazza centrale si snodano tra scorci da cartolina.

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Rampe di pietra, finestre deliziosamente decorate, piccole taverne o negozi segnalati da insegne curate, gradini impreziositi da piante e aperture sui monti circostanti, quando la vista non è completamente occupata da antichi archi e casette strette; è difficile fare più di qualche decina di metri ad Apricale senza incorrere in bellissimi angoli. Persone in giro non se ne vedono, specie nelle prime ore del pomeriggio;  sono le casette e le stradine stesse ad essere protagoniste e ad accompagnare la salita verso la piazza.

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E che splendida che è la piazza, una volta che ci si arriva dopo essersi già innamorati di Apricale e della sua atmosfera intima…  un mini teatro a cielo aperto su cui si affacciano rispettivamente la chiesa, il municipio, un bel gruppo di case in pietra e la vista sui tetti delle rampe sottostanti. Il campanile è iconico, con una bicicletta appoggiata sul tetto (perchè una bicicletta sul tetto? perchè no, dico io : ) ), e davanti alla chiesa si ha una altrettanto spettacolare vista sulla piazza – non che la visione da sotto gli archi al livello del suolo sia banale, anzi : )

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Di sera, poi, Apricale si veste di un’atmosfera più riflessiva e buia, senza diventare comunque tetra o cupa; le luci illuminano giusto il necessario dei vicoli, le abitazioni sono rifugi dal freddo e nel borgo si incontrano più gatti che persone, mentre la piazza acquista se possibile ancora più fascino. Tranquilla di giorno, ovattata di sera, Apricale è un borgo splendido e antico che sembra molto più lontano dal mare rispetto ai 15 KM scarsi che separano la costa dalla chiesa con la bici; i tempi moderni, la spiaggia e l’acqua si possono trovare lì, nelle vicine Bordighera o Vallecrosia, ad Apricale si lasciano il mare e la modernità alle spalle e si fa un tuffo in un meraviglioso passato fatto di pietra, archi e casette da sogno.

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DOLCEACQUA

Dolceacqua è leggermente più vicino alla costa di Apricale, ed è altrettanto iconica e se possibile ancora più isolata, separata dalla strada principale e dalla parte moderna del paese da uno splendido ponte immortalato anche in molti quadri. Il borgo è sovrastato e definito dal castello, che torreggia imponente su un nugolo di case che si avvita verso di esso in una ripida salita.

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Passato il ponte il cielo diventa di pietra; si è quasi sempre al coperto girando per i vicoli in salita di Dolceacqua, se c’è il sole ci si immerge nelle ombre e se piove ci si ripara dall’acqua. Dolceacqua ha la sua distinta identità, non è una copia di Apricale, ma ne condivide comunque i numerosi scorci scenici, le piante che arredano scale e gradinate, la bellezza di dettagli come le porte o anche solo i numeri civici… il tutto salendo sempre più in alto, finché si arriva ai piedi del castello, dai cui cancelli si sbircia anche la folta vegetazione dei monti.

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Quando calano le ombre, arrivano anche il mistero e il silenzio. Il borgo, fiocamente illuminato, è un tranquillo rifugio dal mondo di fuori, e la calma dei tempi antichi regna sovrana. Persone non ce ne sono, al massimo sbuca un gatto nero mandato da una strega a controllare il borgo, mentre le case sembrano disabitate nel loro silenzio e le mura del castello rimangono lì, seminascoste ma sempre presenti, a sorvegliare i vicoli e le case. Al di là del ponte c’è il resto del mondo, tra i ripidi vicoli di Dolceacqua c’è l’unica e antica atmosfera che ne fanno uno dei borghi più belli della Liguria.

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TRIORA

Triora si trova molto più nell’entroterra rispetto ad Apricale e Dolceacqua, paese decisamente montano dove la relativa vicinanza al mare ormai non conta più. Famosa come il paese delle streghe, Triora è uno di quei posti dove l’ignoranza e la superstizione dei tempi passati avevano scatenato la persecuzione delle donne, impregnando così Triora di un’atmosfera arcana che dura tutt’ora.

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Senza calderoni o gatti neri in vista, Triora è un tranquillo borgo più aperto e sparso di altri paesini più raccolti, la vista sul cielo è ampia e quella sui monti che la circondano pure. Non mancano gli scorci tipici su stradine di ciottoli, vecchi lampioni e porte antiche abbastanza per essersi aperte su stanze in cui si sussurrava che la misteriosa vicina danzava di notte nei boschi poco distanti… per ricordarsi quei tempi, c’è ancora la Cabotina, una targa la identifica come “luogo in cui si credeva ci fossero le streghe”; a cosa ha portato quella convinzione è ben documentato, quel che adesso rimane sono cumuli di pietra che il ripido panorama sta via via conquistando, sotto lo sguardo fisso di una simpatica strega che vigila sul posto.

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Forse a Triora c’è ancora qualche strega, dedita non a rituali oscuri, ma alla conoscenza delle erbe e al rispetto della natura. Tutta la zona, dopotutto, è uno sfondo naturale con incastonati borghi e casette dove il mistero e il fascino dei tempi passati la fanno da padrone. A Triora, nella vicino Isolabona con la sua torre antica, sotto il campanile di Apricale  o alle manifestazioni serali illuminate dalle candele di Vallecrosia alta dove sorgono i ruderi della torre saracena, tutto l’entroterra di questa zona è affascinante e ben meritevole di una visita.

La Liguria è zona di mare e ci si va per esso, ma chi volta le spalle alla distesa blu e dirige i suoi passi verso i monti si troverà in posti tranquilli, silenziosi, in cui più che una massa di turisti sono i gatti e le ombre delle streghe a fare compagnia.  “Le grandi città sono romanzi ed i borghi aforismi”, canta Riccardo Prencipe con le sue Corde Oblique; Apricale, Dolceacqua, Triora sono tutti brevi racconti le cui parole sono i gradini, le piccole finestre, le porte decorate e gli archi in pietra, e sono storie bellissime da leggere e da scoprire, in questi posti a metà tra mare e montagna, e tra passato e presente.

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