Copenhagen, primo assaggio dei paesi nordici

Da quando per curiosità tengo traccia di quanto mi spingo verso i quattro punti cardinali nei miei viaggi, era facile tenere a mente il record del nord: Il piccolo paese di Wacken nel nord della Germania era il punto più settentrionale dove fossi mai stato, per uno dei festival più grandi del mondo. E anche se era bello avere un posto così iconico come riferimento, la passione per i paesi nordici rendeva insoddisfacente tale record, ma i record si sa che sono fatti per essere migliorati, e ad ereditare il titolo di “Posto più a nord in cui sono stato” è arrivata la capitale della Danimarca, Copenhagen.

Anche se ironicamente, per una volta che vado al nord, sono stato più a sud di tutti (conoscenti e passeggeri sull’aereo parlavano della Norvegia, della Groenlandia e delle isole Far Oer), non potevo avere un debutto più bello nei paesi nordici – Copenhagen è una città bellissima, molto verde, molto amichevole, e piena di posti e monumenti memorabili. Il più famoso è senz’altro la piccola statuetta della Sirenetta, graziosa e delicata sulla roccia da cui da decenni è appollaiata in posa per i turisti che si accalcano spesso sulla riva per fotografarla, ma alla fine dopo qualche giorno a Copenhagen non diventa che un dettaglio in mezzo a tutte le bellezze viste.

 

Che a Copenhagen ci sia la Sirenetta lo sanno tutti, non tutti magari sanno che è vicino al Kastellet – un’antica cittadella a forma di stella, immersa nel verde, circondata da un fossato su cui si affaccia pure un mulino. L’eleganza dei palazzi (mai visto casermoni così belli esteticamente), il tanto verde e le sorprese vicine (oltre alla Sirenetta c’è una bella chiesetta che sembra quasi trapiantata dall’Irlanda) sono il preludio a come sarebbe stato il resto della città.

Copenhagen infatti è tranquilla e per niente caotica, anche se è la capitale di una nazione, anzi, di un regno – e pertanto i simboli della monarchia sono ben evidenti qui. Come il Kastellet è circondato dal verde, non lontanissimo dalla zona (bastano due fermate in bus e un tratto breve a piedi) c’è un altro parco ancora più grande, vasto e ben conservato, in mezzo al quale spunta il meraviglioso castello di Rosenborg, una volta sede reale e ora museo della Corona, che troneggia placido e imponente in mezzo al parco. Non compare subito Rosenborg, bisogna guadagnarselo, girare per gli ampi viali alberati finché non lo si vede sbucare dalle fronde… ed è impossibile non farsi conquistare dal fascino regale di questo castello relativamente piccolo, ma stupendo ed elegante.

Più ampio è invece il complesso dove risiede attualmente la monarchia danese, Amalienborg – una bella e vasta piazza, affacciata direttamente sui canali e dirimpettaia del teatro dell’opera, splendidamente incorniciata dalla cupola rotonda della Frederiks Kirke che da lontano sembra unita al resto dei palazzi. Qui è dove avviene il cambio della guardia, qui è dove risiede la regina quando è a Copenhagen, e qui si respira proprio l’atmosfera solenne tipica dei palazzi del potere, in un posto tanto affollato per il cambio della guarda quanto deserto e silenzioso di sera, con la nobile bellezza dei palazzi che risalta ancora di più alla luce dei lampioni.

 

La trilogia dei palazzi che finiscono in -borg ( :P ) finisce con Christianborg, dove risiede il parlamento – anche in questo caso il palazzo è imponente come un castello, austero con le sue mura scure ma elegante nelle sue forme. L’ho visto sia sotto la pioggia che con un cielo blu e perfetto come sfondo, da sotto e dal cortile dove corrono i cavalli; proprio la pioggia temevo che fosse una costante della vacanza, con una variabilità quasi irlandese (ho foto che potrei spacciare come fatte nel corso di cinque giorni, ma che in realtà sono state scattate in mezz’ora :D ), ma alla fine Copenhagen ha deciso di venirmi incontro regalandomi un tempo bellissimo praticamente dappertutto, salvo l’occasionale nuvola e breve momento di pioggia qui e là.

La bellezza e l’imponenza dei palazzi non sono però l’unico motivo che rende Copenhagen così bella; a parlare solo di antichi edifici sembra che la capitale danese sia poco più di un museo a cielo aperto, ma non è affatto così… Copenhagen è viva, giovane, vibrante, e soprattutto è serena e rilassata.

I danesi hanno un nome per questa attitudine, Hygge; ci sono libri dedicati a riguardo, non è un termine traducibile ma essenzialmente fa riferimento ad un sentimento di comodità e serenità, uno stare bene con se stessi e con gli altri insomma. E i danesi stanno davvero bene, sono classificati come tra i popoli più felici e la cosa si percepisce benissimo: nell’atmosfera rilassata della città, che non ha code o imbottigliamenti (anche perché praticamente tutti hanno una bici, senza il caos sonoro dei campanelli di Amsterdam però), nella loro estrema gentilezza nell’offrirti aiuto non appena percepiscono che tu, turista, possa avere dei dubbi, senza manco che glielo chiedi, anche fin dalla loro bellezza, quanti bambini tutti sorridenti e tutti belli ho visto portati in giro dalle maestre o dai genitori.

 

La città stessa aiuta a rilassarsi, ce ne sono di posti tranquilli e verdi… appena a fianco di Christianborg c’è il bellissimo giardino della biblioteca reale, tanto classico e riposante all’interno quanto futuristico sull’altra facciata in riva al canale (la biblioteca diventa infatti il Black Diamond, imponente e modernistico blocco nero di grande impatto visivo), poi il già citato Kastellet è un altro grande polmone verde della città, e la natura e la tranquillità si possono perfino trovare al cimitero – quello di Assistens, famoso principalmente per ospitare la tomba di Hans Christian Andersen, ospita le lapidi in mezzo ad una fitta schiera di alberi, dove girare a piedi, facendo jogging o anche coi passeggini. Qua da noi non si trovano cimiteri così, mi piace questa idea di ultima dimora – già che si è tristi per la scomparsa delle persone care, perché il cimitero deve essere un luogo cupo e desolato? ben venga l’immersione della natura e fare di un cimitero un posto in cui la gente possa aver voglia di andare.

Anche il mare qui è inusuale; così come il cimitero non è il classico cimitero che uno si aspetta, non si può pretendere di raggiungere la spiaggia e vederla popolata come quella di Barcellona… quella di Amager è immensa e, almeno nel giorno relativamente fresco in cui l’ho vista io, deserta; il fascino del grande nord lo si percepisce chiaramente qui, col volto sferzato dal vento che spira sul canale che separa la Danimarca dalla ben visibile Svezia, con il ponte di Øresund a fare da collegamento tra le due nazioni.

Questa meraviglia architettonica è stata la mia introduzione alla Danimarca, la prima cosa che ho visto quando l’aereo stava atterrando una volta uscito dalle nubi è stato il ponte tra le due nazioni, con le nuvole che lasciavano trapelare qui e là strani luci da sopra che colpivano a chiazze il mare coi raggi di sole. E’ bello attraversarlo in treno per poi trovarsi in mezz’ora a Malmö, altra città idilliaca che è un bellissimo biglietto da visita per la Svezia. Anche qui si trovano ordine, serenità percepita, bellezza dei monumenti e del centro storico, e un favoloso parco nel cuore della città, che consente di trovarsi in mezzo alla natura e su ponti che scavalcano larghi canali appena passato un incrocio stradale.

Tornando indietro a Copenhagen ce ne sono ancora di cose da vedere e posti da godersi, dagli ampi ponti sul canale interno alle zone dello street food dove si può mangiare osservando la vivacità di Copenhagen scorrere davanti ai tavoli, dal parco di divertimenti di Tivoli allo Strøget che è la via commerciale più lunga d’Europa, anche se non offre solo negozi, ma tanti angoli più o meno nascosti tra case colorate in stile nordico, palazzi quasi teutonici che non avrebbero sfigurato a Vienna, e l’occasionale palazzo o monumento famoso, come la Torre Rotonda da cui si può avere una bella vista sulle tante guglie della città.

 

Tanta natura, il mare avventuroso e impervio, palazzi antichi e angoli da scoprire in mezzo alla serenità e gentilezza del popolo… ognuno può scegliere un posto diverso come preferito, e il mio ho fatto apposta a non menzionarlo nemmeno perché ne parlerò la prossima volta : ) prossima volta in cui i miei ricordi ritorneranno nella bellissima capitale danese, gioiello di civiltà e di integrazione delle belle opere dell’uomo insieme alla natura, e crocevia per il Grande Nord.

 

Annunci

Un pensiero su “Copenhagen, primo assaggio dei paesi nordici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...