La Londra delle piccole cose

Londra, la magnifica, famosissima e sconfinata Londra, è la terza città più grande per popolazione in Europa, e a titolo personale è stata di gran lunga la città più popolosa che ho visitato. Una metropoli grande e immensa in cui le distanze vanno provate sulla propria pelle per rendersi conto di quanto sia effettivamente vasta la città, e di come sei fermate della metro di Milano non equivalgono affatto a sei fermate della Tube di Londra che richiedono tutt’altro tempo di percorrenza.

In questa gigantesca metropoli, dove i grattacieli della City sovrastano piccoli palazzi e antiche chiese, non mi sarei mai aspettato di trovare tanti quartieri e angolini nascosti, fatte di graziose case, tanti colori e un’atmosfera da piccolo villaggio che fa quasi dimenticare di trovarsi in una mega capitale, una delle città alfa del mondo.

A queste zone di Londra va quindi il mio tributo, qui non andrò nemmeno a menzionare Buckingham Palace, Westminster, il Tower Bridge o tutti gli altri punti di interesse che hanno reso Londra famosa nel mondo, ma renderò omaggio a qualcuna delle zone che ti fanno uscire dalla metropoli e ti portano dentro un villaggio, con le loro piccole, adorabili e piacevoli sorprese.

NEAL’S YARD

Parlando di piccole cose, voglio partire da questo angolino di Londra, non ancora inflazionato e relativamente ignoto, che non voglio nemmeno dire dove si trova nello specifico (che poi nel 2018 se non si sa risalire ad un luogo dal suo nome, direi che non si merita nemmeno di andarci :-D ). Più che un angolo è un cortile, si entra da una stretta viuzza e si esce dall’altra ed è già finito, ma quante piccole delizie in questo cortile, Neal’s Yard appunto!

Lo stile è diverso ma il ricordo va ai pittoreschi villaggi alsaziani o tedeschi dove un tripudio di colori adorna le casette piccine e graziose che si affacciano su una piazzetta. Neal’s Yard è un villaggio in miniatura, su un solo cortile si affacciano palazzi colorati e bellissimi al cui piano terra si trovano bar mai a corto di clienti. Pochi alberi e le panchine sottostanti consentono di riposarsi al centro del cortile più colorato e adorabile di tutta Londra, un impareggiabile tocco di originalità, eccentricità e imprevidibilità. Ci vorranno due minuti a piedi per entrare e uscire da qui, ma un’ora sembrerà poca per godere di ogni singolo dettaglio di questo “yard”, chiunque tu sia Neal, hai a tuo nome uno dei posti più deliziosi di tutta la capitale!

SOHO

Pure a Londra c’è una Soho, ed è una zona molto bella e rilassante; appena fuori dalle grande arterie trafficate ma comunque in pieno centro (a Londra comunque il “centro” è un concetto relativo), e che offre un po’ di tutto: Denmark street che è un po’ la “via della musica”, in quanto in palazzi antichi di cui uno è stato usato dai Sex Pistols si trovano negozi di chitarre, una zona per gli uffici con le facciate colorate, palazzi residenziali con negozi pittoreschi al piano terra, e la tanto piccola quanto deliziosa Soho Square.

Un quadrato al cui centro svetta una bellissima casetta medievale, e che fa da oasi e rifugio dal caotico movimento che aspetta solo qualche isolato più in là, Soho square è una bellissima tappa durante l’esplorazione di questa zona di Londra, e circondati dai bei palazzi che cingono la piazzetta si assapora la calma e la tranquillità che forse non tutti pensavano potesse esserci in così tante zone di questa vasta metropoli.

COVENT GARDEN

Se ci si trova a Soho non si può non proseguire per Covent Garden, altro quartiere pittoresco e giustamente famoso per i suoi mercati e per la sua atmosfera vivace, che a me quasi ricorda (blasfemia!) un villaggio della storica “rivale”, la Francia.

Si trova un po’ di tutto qui: teatri, artisti di strada, case antiche e ben conservate che spesso ospitano pub tra cui è difficilissimo scegliere, e ovviamente il grande mercato coperto dove piccoli artigiani e catene più affermate si contendono gli interessi del pubblico, mentre in una zona seminterrata altrettanto pittoreschi bar e ristoranti serviranno da tappa scenica per il pranzo… il tutto senza manco contare l’altro mercato coperto, il Jubilee Market, caravanserraglio dedicato agli articoli per i turisti e ad altra mercanzia ancora, ad aumentare ulteriormente la già vivace ed eterogenea folla di Covent Garden.

Tutta l’area è pulita e ben conservata, e si perde in fretta il conto di tutti gli scorci fotografabili che Covent Garden offre. C’è qualcosa per ognuno qui, che si venga per fare acquisti, per mangiare, o per la cultura e le arti – che siano quelle più “nobili” ed eleganti come il teatro, o quelle di strada dei vari giocolieri, attori ed intrattenitori che si contendono lo spazio pubblico in questa bellissima zona di Londra (e che si devono guadagnare tramite delle audizioni, quindi agli angoli di Covent Garden non troverete dilettanti improvvisati che occupano abusivamente il suolo).

E’ a fatica che ci si stacca da questo posto, le cui vie dei dintorni paiono continuare fino all’infinito con una moltitudine di case eleganti e ben conservate, in puro stile “british“, quasi a dare l’impressione che tutta Londra sia così. E’ vero e non è vero al tempo stesso, alla lunga allontanandosi da Covent Garden lo stile architettonico cambia, ma questa zona di Londra è così accogliente e caratteristica che, almeno per un po’, non si sente il bisogno di essere da nessun’altra parte.

NOTTING HILL

Il nome di questo graziosissimo quartiere è ormai sinonimo del film che, dopotutto, ne porta il nome, e anche a buon ragione essendo questa zona parte integrale del film, ma pure senza lo zampino di Hugh Grant e Julia Roberts, Notting Hill merita comunque tutta la sua fama, dato che è un posto assolutamente delizioso.

Siamo sempre nella megalopoli di Londra, ma l’atmosfera è quella da paesino di provincia, idilliaco e super colorato grazie alla miriade di casette dai colori pastello che costellano tutta Portobello Road. Eh sì, questa via famosissima si trova appunto a Notting Hill, basta uscire dalla metropolitana e fare giusto un paio di curve a piedi per trovarsi all’inizio di questa lunghissima, perlopiù dritta e adorabile via che ospita il mercato composto quasi totalmente da artigiani locali, che vendono la merce più disparata:  dagli articoli antichi, da collezione o usati, al vestiario e al cibo, senza scordare gli immancabili souvenir (i cui negozi però sono decisamente nella minoranza).

L’inizio della via è del tutto tranquillo, tante casette da fiaba una in fila all’altra; bisogna raggiungere un incrocio per poi entrare nel cuore di Portobello Road, e iniziare a vedere le varie bancarelle, tutte dirimpettaie della continua e ininterrotta fila di case squadrate con le facciate colorate che rendono questo posto così vivace e caratteristico.

E’ curioso notare come le case nella via principale, Portobello Road, siano tutte basse, mentre nelle vie laterali si notano appartamenti più sontuosi ed alti, che ricordano vagamente le case di certi quartieri eleganti di San Francisco. Lo stile minimalista delle casette basse e l’eleganza di quelle più alte e imponenti si alterna fino in fondo alla lunga via, e ogni volta che si passa in una via laterale è ben difficile dare giusto un’occhiata, viene quasi automatico guardarsi (e fotografare!) tutte le case e fantasticare in quale sarebbe bello vivere.

Un trionfo cromatico che parte da appena si esce dalla metro fino a quando sempre camminando lungo i mercati di Portobello Road, si arriva addirittura ad un’altra stazione della Tube… ma la camminata non pesa affatto in questo quartiere dedicato ai colori, tutto perfetto e ordinato e fiabesco che, se devo immaginare una personificazione di Notting Hill, mi viene in mente una graziosa bambina coi boccoli d’oro e un vestitino bianco, orgoglio dei genitori che la ascoltano suonare il piano ad una serata in alta società.

E cosa succede quando la bambina cresce, diventa adolescente ed entra nella sua fase ribelle? diventa Camden, ovviamente!!!

CAMDEN TOWN

Camden, la meravigliosa, folla e geniale Camden, è uno dei posti più unici e imperdibili di Londra – se si capita un periodo in cui la città è avvolta dal suo classico grigiume tutto british, a Camden comunque si è in ogni caso in mezzo ai colori, alla vivacità e all’imprevedibilità.

Portobello Road è una lunga strada di casette colorate, Camden Street è più corta ma assolutamente iconica e indimenticabile: io mi sono documentato prima di andare, ma immagino la sorpresa di qualcuno che non conosce affatto Camden, e ci va solo per la generica nozione che è un posto bello da vedere, e si trova davanti, oltre ai tanti mercati che si contendono il titolo di “Camden market” più famoso, le assurde e meravigliose facciate tridimensionali dei negozi: le insegne nei negozi di abbigliamento, di tatuaggi e dei ristoranti svettano su entrambi i lati della via, e scarpe e scarponi, demoni, ragazze alternative e draghi attirano, incantano e ghermiscono i visitatori in questa piccola capitale della cultura alternativa.

 

Patria dei punk, Cadmen attira infatti tutti quelli che mentre distribuivano il conformismo ascoltavano musica rock o si vestivano in maniera strana: posto preferito di Londra da tutti gli alternativi, oasi per gli scombinati, rifugio degli sgangherati, culla per artisti un po’ pazzi, Camden è un luogo dove vedere il Cappellaio Matto bere il tè non è nemmeno la cosa più strana che possa accadere, e conquista subito con la sua sconclusionata eccentricità.

Gli aggettivi inglesi che mi vengono per definirla – quirky, wacky, whimsical – non suonano così bene se tradotti in italiano, e a Camden c’è comunque il linguaggio universale della curiosità, dell’assurdità e del divertimento. Quello che parte dalla stazione di Camden Town (anche se vale la pena menzionare la stazione prima, High Crescent, da cui si vede il bellissimo locale Koko) fino al ponte colorato con la scritta Camden Lock non è che un piccolissimo pezzo di Londra, ma è in un certo senso un mondo a sé stante in cui passare anche una giornata intera.

Arrivati al Camden Lock, oltre che a godersi il piccolo canale a cui approdano le barche (e la piazzetta davanti dedicata tutta allo street food), ci si può tuffare in un dedalo di viuzze pieno di mercati e di stand per il cibo e lo street food, c’è quasi da perdersi e infatti non essendo mai stato prima a Camden ho dovuto cercare una seconda volta lo Stables Market , grande quasi quanto tutto quello visto prima, con la sua nuova miriade di negozi, mentre la graziosa statua di Amy Whinehouse che qui viveva si gode l’andirivieni della gente.

Ognuno a Camden potrà trovare il suo angolo e dettaglio preferito – chi si farà appassionare dalla miriade di mercati e merce in vendita, chi verrà per lo street food, chi per i locali e chi solo per ammirare le facciate in rilievo e notare tanti piccoli particolari come gli imbianchini che dipingono il ponte di Camden Lock o la scritta sul T. E. Dingwall building che si fa improvvisamente più piccola come se non si fossero accorti che non c’era abbastanza spazio per continuare (ci sarebbe da fare una caccia al tesoro di dettagli assurdi a Camden)… ognuno avrà il suo motivo preferito per amare Camden, ma è appunto amore quello che ispira questo quartiere, in cui chiunque ci sia stato vorrebbe tornarci di nuovo.

Camden Town, Notting Hill, Covent Garden e Soho… come detto tanti piccoli quartieri, ognuno con la propria identità e ognuno che, in circostanze differenti, avrebbe potuto essere una cittadina a sé stante; fanno tutti invece parte della stessa grande metropoli, Londra – di certo vastissima, altrettanto certamente e quasi inevitabilmente caotica, affollata e un incubo per chi la deve attraversare in auto o chi deve prendere la metro sulle linee più trafficate negli orari di punta… ma che al tempo stesso dispone di tante zone tranquille, rilassanti e a misura d’uomo, in cui ognuno può trovare il suo bar preferito, un palazzo delizioso da fotografare, un negozietto unico o qualche piazza, monumento o scelta architettonica che non avrebbe mai pensato di trovare a Londra, ma che diventerà poi uno dei suoi ricordi preferiti una volta terminata la vacanza. Una vacanza in una Londra grande, immensa e sconfinata, ma dove si può rimanere affascinati anche, e soprattutto, dalle piccole cose.

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